Licenziamento del lavoratore assente

Licenziamento del lavoratore assente: accertamento dell’investigatore privato.

Secondo i giudici risulta legittima l’attività svolta dall’investigatore privato, in quanto l’attività investigativa rientra nei poteri di controllo del datore di lavoro ed esercitata in luoghi pubblici.

Nel caso specifico il lavoratore, dipendente di un’agenzia assicurativa, non aveva rispettato l’orario di lavoro per occuparsi di attività di natura del tutto personale. Il soggetto in questione aveva l’unico obbligo di timbrare l’ingresso a lavoro una volta al giorno, poiché l’attività specifica che doveva condurre lo poteva portare a visitare clienti anche al di fuori della struttura aziendale.

Il lavoratore era stato sorpreso, nei dieci giorni in cui era stato oggetto delle verifiche dell’agenzia, a svolgere attività che nulla avevano a che fare con l’adempimento della prestazione lavorativa.

Accertati i fatti, l’azienda aveva promosso il licenziamento, il quale aveva impugnato per Cassazione la sentenza con la quale i giudici dell’appello avevano rigettato la domanda di annullamento del licenziamento ed il reintegro sul posto di lavoro.

Licenziamento dellavoratore assente

Licenziamento del lavoratore assente: la Corte di Cassazione approva.

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, nella sentenza n. 8373/18 depositata il 4.04.2018:

… Per ragioni di pregiudizialità logico-giuridica deve essere esaminato dapprima il terzo motivo riguardante, in sostanza, la asserita illiceità dell’impiego delle investigazioni private commesse a terzi, nel caso concreto, perché finalizzato all’accertamento dell’inadempimento del dipendente alla prestazione lavorativa.

Il motivo è infondato.

Giova precisare che l’attività del T. si svolgeva non solo nei locali dell’azienda, ma anche esternamente; che era tenuto al rispetto dell’orario di lavoro di 37 ore settimanali e che doveva attestare la propria presenza al lavoro con un’unica timbratura giornaliera del badge, effettuabile nell’arco della giornata, abitualmente all’uscita del lavoro.

 Orbene, nella fattispecie il convincimento della Corte territoriale si è basato sull’esito di un’attività investigativa, oggetto anche di prova testimoniale degli investigatori, rientrante nei poteri di controllo datoriale, in quanto esercitata in luoghi pubblici, onde è stato accertato, per 10 giorni, non solo il mancato rispetto dell’orario giornaliero di lavoro ma anche che, in orario di lavoro, al di fuori dell’ufficio, il T. non aveva svolto alcuna attività lavorativa.

Deve, pertanto, ritenersi corretto il riferimento dei giudici di seconde cure al fatto che, nel caso in esame, il controllo non era diretto a verificare le modalità di adempimento dell’obbligazione lavorativa, bensì le cause dell’assenza del dipendente dal luogo di lavoro, concernenti appunto il mancato svolgimento dell’attività lavorativa da compiersi anche all’esterno della struttura aziendale.

La ritenuta liceità del controllo rende, altresì, prive di fondamento le doglianze sulla violazione degli artt. 2104 e 2106 cc perché il potere dell’imprenditore di controllare direttamente o indirettamente l’adempimento delle prestazioni lavorative, nei limiti sopra evidenziati, non è escluso dalle modalità di controllo che può legittimamente avvenire anche occultamente, senza che vi ostino né il principio di correttezza e buona fede nell’esecuzione dei rapporti, né il divieto di cui all’art. 4 della legge n. 300/1970 riferito esclusivamente all’uso di apparecchiature per il controllo a distanza (in termini cfr. Cass. 10.7.2009 n. 16196)…”

 La Corte rigetta il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.

L’attività svolta dall’investigatore privato professionista assume, dunque, un ruolo di primaria importanza nel verificare i comportamenti negligenti del lavoratore, che possono essere sanzionati dall’azienda e portare al licenziamento del lavoratore assente.

Dott. Enrico Barisone

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Legge 104 licenziamento del dipendente